SENZA TITOLO
Allora. Inizio dicendo che tra due settimane finisce il master…e io ancora non so dove andrò a finire…continuo ringranziando carruzzè che non mi sopporta più a grandi dosi…ma solo a piccole dosi…ringrazio a che mi fa tornare il sorriso in quei giorni..cosi pesanti…da sopportare…
Continuo ringraziando chi ha inventato i puntini di sospensensione..perchè sono una figata…
Poi…ringrazio la mia nonna perché fa le polpette più buone del mondo…e perché ha aspettato che mio nonno tornasse dalla guerra per 10 anni…altrimenti io non sarei qui..
Ringrazio in anticipo l’azienda che mi permetterà di fare lo stage… e tutte le persone che incontrerò..ringrazio i miei genitori che oltre a darmi la vita ( per questo non serve una vita per ringraziarli)…mi sopportano sostenendomi finanziariamente…
Infine un grazie a me stessa…che non mi butto giù…anche se l’ansia sale a manetta..
Per chi legge il mio blog…APPELLO: scrivetemi in tanti…e per chi non ha capito questo articolo non vi preoccupate…non l’ho capito neanche io…
A prestoooo erika……
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le maschere….
Le maschere sono ritagli millenari di volti che aderiscono alla pelle e mi chiamano. Sono la morte, la pazzia, l’allegria e la speranza. Sulla bocca, in un pezzo di cartone, nella cavità oscura degli occhi, in una fronte tiepida e pallida. Sono fantasmi sempre presenti in ogni gesto, in ogni sguardo, in ogni volto.
(M. Buchbinder e Elina Matoso, Las mascaras de las mascaras, Trad. it. di Riccardo Pieri)
questa è solo per te…e anche un pò per me…
ti auguro di non privarti dei sogni per la paura
ti auguro di non rincorrere il tempo passato
ti auguro di dipingere il quadro migliore
ti auguro che ogni giorno ti dia stimoli
ti auguro di essere padrone del tuo tempo…
eccomi qui
ciao allora…che dire? sono qui pronta per mettermi di nuovo in gioco ma sta volta…non mi fermo…è un periodo strano …mi sento di mettermi in gioco al 100% ho scelto il master…è una bella sfida…..i miei colleghi del master a’uerr…molto spesso parlo con loro in merito a quello che sarà il nostro futuro…abbiamo paura che il mondo del lavoro ci sbatta la porta in faccia…veniamo da strade diverse ma quello che ci accomuna è il nostro modo di essere…così fragili ma nello stesso tempo con la convinzione di noi stessi…che siamo prima di tutto UMANI…cosa che molto spesso viene dimenticata…umani sì perchè affianco alle paure legate al lavoro c’è una libertà più profonda quella di avere anche un aspetto affettivo…in bocca al lupo ragazzi e CE LA FAREMO.